San Gregorio, il 9 maggio prenderà il via il IV corso di lingua e cultura siciliana

  • di Giuseppe Lagona
  • 23 apr 2026

Presentato alla stampa il IV Corso di Lingua e Cultura Siciliana “Aci e Galatea” A tutela dell’identità siciliana - 80 Anni di Statuto. Con questo atto si ufficializza l’apertura del corso, che prenderà il via sabato 9 maggio 2026 alle ore 15.30 presso l’Auditorium Comunale “Carlo Alberto Dalla Chiesa” via Carlo Alberto n°6 San Gregorio di Catania. La durata del corso sarà di tre incontri, sabato 9 – 16 – 23 maggio. Il corso, presentato dall’Avvocato Carmelo Sardella che ne ha la direzione organizzativa e dal Professore Alfio Patti (direzione didattica), ha la finalità di promuovere e valorizzare la storia ed il patrimonio linguistico siciliano. La Lingua Siciliana, riconosciuta e qualificata come tale dall’UNESCO e da linguisti e filologi ma non dallo Stato italiano, è dotata di uno straordinario patrimonio letterario, che per quantità e qualità è pari a quello delle lingue ufficiali di tanti Stati.

Il Corso è organizzato dall’Associazione Culturale “Radiusu”, con il patrocinio del Comune di San Gregorio di Catania, dell’Accademia della Lingua Siciliana, del Lions Club San Gregorio Terre  Gentilizie, del Lions Club Catania for an Absolute Serve, dal CODACONS Sicilia; è stato voluto in occasione degli 80 anni dell’approvazione dello Statuto della Regione Siciliana, promulgato il 15 Maggio 1946. Con ingresso libero, il corso si pone l’obiettivo di stimolare un’ampia riflessione sul significato e le prospettive dell’autonomia siciliana, per offrire un’opportunità di approfondimento storico, per focalizzare e comprendere le origini dell’autonomia regionale e il cammino che ha condotto alla proclamazione dello Statuto da parte del popolo siciliano a partire dalla Costituzione del Regno di Sicilia del 1812. Si propone di affrontare lo studio della lingua siciliana e la ricchissima storia millenaria della Sicilia, che non è stata terra di occupazione ma bensì terra ospitale per quei popoli che hanno qui trovato e costruito la loro terra patria. Lo scopo: far conoscere e divulgare l’impegno di una promozione della lingua siciliana nel contesto europeo e nel mondo culturale.

Il Corso si inserisce all’interno delle promozioni volute dalla Legge Regionale n. 9 del 31 maggio 2011 che la finalità di valorizzare la storia ed il patrimonio linguistico siciliano nella convinzione che parlare più lingue, conosce più culture e più civiltà sia la porta aperta per proteggere le lingue regionali e minoritarie d’Europa, così come affermato dalla “Carta europea delle lingue regionali o minoritarie”. È un diritto imprescrittibile usare una lingua regionale o minoritaria nella vita privata e pubblica (vedasi l’Art.6 della Costituzione italiana).

L’edizione di quest’anno è stata voluta con tanta passione da quanti negli anni precedenti sono stati assidui partecipanti, anche per l’anniversario che lo Statuto siciliano si appresta a festeggiare, le sue ottanta candeline. La carta dello statuto siciliano non presenta nessuna anzianità e nessuna arretratezza per i tempi moderni che stiamo vivendo, si chiede solo che non venga ancora boicottata e che venga applicata nella sua interezza per fare onore alla memoria di quanti l’hanno scritta.

Il corso sarà impreziosito dalla presenza di docenti di inconfutata esperienza all’insegnamento della letteratura, della storia e dell’economia siciliana. Il corpo docente è così composto:

_professore Alfio Patti, studioso di lingua e letteratura siciliana, poeta e cantautore, autore di diversi testi di poesia, saggistica e narrativa in cui la Sicilia e la lingua siciliana sono fra gli argomenti trattati e divulgati con grande passione e professionalità. I suoi spettacoli e le sue conferenze hanno ottenuto successi in Sicilia, in Italia e all’estero (Australia, Messico, Francia, Argentina, Sud Africa, Stati Uniti). Ha fatto parte della Commissione regionale per l’insegnamento del patrimonio linguistico e storico-letterario siciliano (Legge n. 9 del 31/5/2011);

_prof. Massimo Costa, Professore Ordinario presso l’Università degli studi di Palermo, esperto di Storia e Statuto Siciliano, aziendalista, economista e studioso di scienze storico-sociali;

_prof. Salvatore Musumeci, Dirigente Scolastico e pubblicistica, autore di numerosi saggi storici e sociologici, cultore di Storia Contemporanea del Meridione e di Storia della Sicilia;

_prof. Maurizio Castagna, atleta professionista di nuoto più volte campione d’Italia nella specialità “Delfino”. Ritiratosi dall’attività agonistica studia attività motorie, diventando Tecnico e Docente del CONI. Per sette anni è stato professore di Scienze Motorie presso l'Ateneo di Messina. Docente universitario e studioso delle nazioni senza stato, saggista, è autore del libro “Montelepre Caput Mundi”.

Le parole hanno una storia, vengono da lontano, fanno storia perché si muovono e migrano. Le parole si fanno letteratura, poesia e spesso la poesia canto. La letteratura siciliana, a partire dal Regale Solium di Federico di Svevia fino ad arrivare ai nostri giorni, ha prodotto milioni di versi, poesie, immortalando per sempre l’idioma siciliano nei manoscritti, nei libri, nei giornali. Il passaggio dal latino al volgare incomincia in Sicilia, nella Scuola poetica siciliana. Lo sostengono illustri poeti come Dante che nel suo “De vulgari eloquentia”, libro I, cap. XII,  scriveva: “che tutto quanto gli Italiani producono in fatto di poesia si chiama ciciliano; e che troviamo che molti maestri nativi dell’isola hanno cantato con solennità”. Anche Petrarca scriveva dei “I ciciliani,  che fur già primi, e quivi eran da sezzo”, e cioè che nella poesia eravamo stati i primi ed eravamo diventati ultimi. Ultimi perché caduti sotto il giogo angioino (1266): con il regno svevo andava via anche la cultura e la letteratura dello “Stupor mundi” e in Toscana fioriva una nuova letteratura. Riguardo al Latino e al Volgare italiano Dante riteneva che “l’italiano valeva quanto il latino”.

Occorre rimuovere il pensiero che la Sicilia sia stata da sempre e per sempre una colonia. La Sicilia che ha avuto un ruolo importante nell’area del Mediterraneo, dando culla a quanti popoli hanno voluto sbarcare nel proprio territorio. In Sicilia si è avuto un interscambio di cultura che ha portato tanto benessere da rimanere come oggi si vede un parco archeologico a cielo aperto di grandi dimensioni. Non a caso della Sicilia, anche se di origine greche, sono molti dei grandi pensatori, matematici e filosofi, come pure grandi protagonisti della letteratura greca.

                               

©️ Riproduzione riservata

Potrebbe interessarti