Bullismo nei luoghi di lavoro, interviene Fabio Micalizzi, presidente di Consitalia
- di Grace Galeano
- 13 apr 2026

In relazione al bullismo nei luoghi di lavoro, Consitalia ha diramato la nota che segue, a firma del presidente nazionale, Fabio Micalizzi.
"Non riguarda solo le scuole. Il bullismo, nelle sue forme più sottili e spesso invisibili, si manifesta sempre più frequentemente anche nei luoghi di lavoro - si legge nel documento - diventando un problema concreto che incide sulla dignità, sulla salute e sulla qualità della vita dei lavoratori.
Il lavoro, per molti, rappresenta stabilità, sicurezza e possibilità di costruire il proprio futuro. Per altri è una necessità imprescindibile, per qualcuno una scelta o un modo per restare attivi. La stessa parola “dipendente” – dal latino dependere, ovvero “stare appeso a”, “dipendere da” – richiama un legame, talvolta anche una condizione di subordinazione che può rendere più vulnerabili a dinamiche negative.
Le forme del bullismo sul lavoro
Il bullismo tra colleghi può assumere molteplici forme, spesso difficili da individuare ma non per questo meno dannose:
- Esclusione sociale: isolamento volontario di un collega, mancato coinvolgimento nelle attività o nei momenti di gruppo;
- Maldicenze e “voci di corridoio”: diffusione di dicerie, insinuazioni o pettegolezzi che minano la reputazione;
- Svalutazione e critica costante: commenti denigratori, ironia offensiva, atteggiamenti di superiorità;
- Conflitti e gelosie: rivalità personali che degenerano in comportamenti ostili;
- Falsi rapporti di amicizia: relazioni costruite su convenienza o secondi fini;
- Pressioni indirette: atteggiamenti che spingono qualcuno a sentirsi inadeguato o fuori posto;
A queste dinamiche si aggiungono comportamenti legati alla gestione del lavoro: c’è chi evita turni scomodi ricorrendo con frequenza a malattie, e chi invece garantisce presenza anche in condizioni difficili. Differenze che, se non gestite con equilibrio, possono alimentare tensioni e incomprensioni.
Un fenomeno trasversale
Queste situazioni si verificano in ogni contesto: fabbriche, cantieri edili, ospedali, scuole, uffici giudiziari, aeroporti, stazioni, negozi, supermercati, studi professionali. Non esiste un ambiente immune.
In questi contesti nascono relazioni, confidenze, complicità, ma anche conflitti. A volte si crea un “pensiero comune” che finisce per prendere di mira un singolo individuo, trasformando il disagio in un problema collettivo.
Consitalia: “Serve più attenzione da parte delle imprese”
A lanciare l’allarme è Consitalia, che invita le aziende a non sottovalutare il fenomeno:
“Spesso si parte da situazioni apparentemente banali – sottolinea l’associazione – ma si può arrivare a conseguenze molto più serie, come stati di ansia, stress e depressione”.
Per questo viene chiesto alle imprese di vigilare con maggiore attenzione sul clima interno, promuovendo ambienti di lavoro sani, basati sul rispetto reciproco e sulla trasparenza.
L’invito ai lavoratori: non restare in silenzio
Dallo sportello “Difesa del cittadino” arriva un messaggio chiaro: chi subisce comportamenti riconducibili al bullismo non deve chiudersi in sé stesso. Parlare è il primo passo.
“Segnalare, confrontarsi, condividere anche in ambito familiare – viene evidenziato – è fondamentale per non trasformare un disagio in un problema più grave”.
Il bullismo sul lavoro non sempre fa rumore, ma lascia segni profondi. Riconoscerlo e affrontarlo è una responsabilità condivisa: delle aziende, delle istituzioni e dei lavoratori stessi".
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