Il sorriso che si è fatto dono: l’ultimo atto d’amore di Suor Nadir
- di Paola Maria Failla
- 13 mag 2026

Ci sono vite che passano in silenzio e vite che, nel silenzio, scelgono di gridare l’Amore attraverso i gesti. Suor Nadir, della comunità delle Carmelitane Messaggere dello Spirito Santo, apparteneva a quest'ultima rara categoria. Oggi la comunità di Catania piange non solo una religiosa, ma una sorella, un’amica, una madre, un raggio di sole che si è spento per permettere ad un’altra vita di continuare a brillare. La tragedia si è consumata presso il litorale di Vaccarizzo dove suor Nadir è tornata alla Casa del Padre compiendo quello che è, per definizione, il gesto più grande: ha donato la sua vita per salvarne un'altra. In un istante di estremo pericolo, non ha esitato a soccorrere una consorella in difficoltà tra le onde, riuscendo a salvarla ma venendo portata via da quel mare che, oggi, ci appare meno amaro solo se guardato attraverso la lente del suo sacrificio.
Per noi giovani di San Giovanni La Punta, Suor Nadir non era "solo" una suora. Era la gioia fatta persona. Era quella voglia di scherzare che abbatteva ogni barriera, quella presenza costante che non ti faceva mai sentire sola. Era una donna piena di vita, capace di stare al passo con i nostri sogni e di ascoltare le nostre paure con una pazienza infinita., sempre pronta, sempre disponibile, Suor Nadir era quella carezza di Dio che ti raggiungeva proprio quando ne avevi più bisogno.
Ma la sua solarità non era ingenuità; era una scelta consapevole. Suor Nadir sapeva accogliere il dolore degli altri perché non le era estraneo: lo aveva attraversato e vissuto sulla propria pelle. Questa sua storia personale di prova l’aveva resa una custode silenziosa delle sofferenze altrui, infatti quando ti guardava, non vedeva solo una ragazza/ ragazzo che sorrideva, ma sapeva leggere il cuore, offrendo un conforto che non sapeva di frasi fatte, ma di chi il buio lo ha conosciuto e ha scelto, ogni giorno, di trasformarlo in luce.
In un mondo che spesso insegna a guardare al proprio interesse, lei ci ha insegnato — con la vita e con la morte — che l’unico modo per non sprecare l’esistenza è donarla. Oggi il dolore è tanto, ma la gratitudine di aver camminato accanto ad un’anima così luminosa è ancora più forte. Non è un addio, perché una donna così non se ne va mai veramente; resta nei nostri sorrisi, nelle nostre preghiere e in quel coraggio che ora, più che mai, sentiamo il dovere di onorare. La comunità si stringerà attorno a lei per l’ultimo saluto giovedì 14 maggio alle ore 16:00 presso la Chiesa Madre di San Giovanni La Punta. La celebrazione sarà presieduta dall’Arcivescovo di Catania, Mons. Luigi Renna. Sarà il momento di dire "grazie" a chi ha saputo amare fino alla fine, perché non ci si lascia mai quando si resta nel cuore.
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