Oggi gli 80 anni dello Statuto siciliano
- di Giuseppe Lagona
- 15 mag 2026

Nell'anniversario dell'ottantesimo anno della firma del Re Umberto II di Savoia sul documento dello Statuto Siciliano (15 maggio 1946) un pensiero va rivolto a tutti coloro i quali contribuirono alla stesura del testo.
Elenco dei "padri costituenti" della Regione Siciliana. Un pezzo di storia politica del dopoguerra.
I componenti della Consulta Regionale ( organismo storico fondamentale istituito subito dopo la Seconda Guerra Mondiale attivo tra il 1944 e il 1945) erano le persone che hanno scritto la Costituzione della Regione Sicilia. Un’assemblea di "saggi" nominati dal governo per traghettare la Sicilia verso l'autonomia, prima ancora che nascesse la Repubblica Italiana e la Costituzione della Repubblica Italiana. Il loro compito è stato quello di redigere la "Costituzione" siciliana. All'epoca c'era una forte spinta separatista nell'isola; lo Stato italiano, per evitare la secessione, concesse un'ampia autonomia. Il lavoro di queste persone portò alla firma dello Statuto da parte di Re Umberto II il 15 maggio 1946.
La Consulta Regionale era così composta:
rappresentanti di tutti i partiti dell'epoca (“DC” Democrazia Cristiana, “PCI” Partito Comunista Italiano, “PSI” Partito Socialista Italiano, “PLI” Partito Liberale Italiano, “PdL” Partito Democratico del Lavoro, “PdA” Partito d'Azione, ecc.);
tecnici ed esperti: avvocati, professori universitari, magistrati e rappresentanti delle categorie produttive (agricoltori, industriali, sindacati);
nomi illustri, come Giuseppe Alessi (che fu il primo Presidente della Regione Siciliana), Girolamo Li Causi (già dirigente del PCI nazionale) e Enrico La Loggia (esperto in materia zolfifera).

Analizziamoli uno ad uno, raggruppati per il loro ruolo in quel momento storico.
Leader politici
01) Avv. Nicola Adragna (poi subentrato, Avv. Emanuele Giaracà): PLI, rappresentano la nobiltà e l’alta borghesia che volevano un'autonomia moderata per proteggere le proprietà.
02) Avv. Domenico Albergo: PSI, catanese portava la voce dei lavoratori.
03) Camillo Ausiello Orlando: PdL, rappresentava l'area laica e riformista.
04) Giovanni Cartia: PSI, ragusano, un pilastro del socialismo storico dell'isola.
05) Pasquale Cortese: DC, medico di Caltanissetta, futuro deputato, rappresentava l'anima cattolica e sociale.
06) Giovan Battista Fanales: PCI, sindacalista e politico coraggioso, portava le istanze dei contadini poveri.
07) Roberto Giuffrida: PdL, altro esponente della sinistra democratica non marxista.
08) Girolamo Li Causi: PCI, segretario del partito in sicilia, forse il nome più pesante a sinistra. Il nemico numero uno dei latifondisti e della mafia dell'epoca.
09) Giovanni Lo Monte: PLI, esponente dell'ala liberale conservatrice.
10) Dante Maiorana: PLI, intellettuale messinese, fautore di un'autonomia basata sul diritto.
11) Francesco Manzo: PdA, notaio, rappresentante dell'élite intellettuale antifascista che voleva una rivoluzione morale.
12) Virgilio Nasi: PdL. trapanese figura di spicco dell'autonomismo laico.
13) Vincenzo Purpura: PdA, un tecnico del diritto prestato alla politica.
14) Antonio Ramirez: PdA, anche lui parte di quella "terza via" tra DC e PCI che fu fondamentale per lo Statuto.
15) Attilio Salvatore: DC. messinese fu tra i più attivi nel definire i rapporti finanziari Stato-Regione.
16) Cesare Sessa: PCI, agrigentino uno dei padri del sindacalismo agricolo in Sicilia.
17) Francesco Taormina: PSI, avvocato palermitano di grande prestigio.
18) Gaetano Vigo: DC, acese, rappresentava la continuità del popolarismo di Sturzo.
Gli esperti e la cultura
19) Giuseppe Alessi: DC, il "padre" della Regione Sicilia. Primo presidente, colui che ha mediato tra tutte le fazioni.
20) Giovanni Baviera: Rettore dell'Università di Palermo. Mise la "testa" giuridica e accademica nella stesura dello Statuto.
21) Eugenio Di Carlo: Storico, serviva a dare basi storiche alle pretese di autonomia dell'isola.
22) Giovanni Guarino Amella: un mostro sacro. Già deputato prima del fascismo, era la "memoria storica" dell'autonomismo.
23) Enrico La Loggia: il tecnico d'oro. Senza di lui, lo Statuto non avrebbe avuto la solidità legislativa che ha.
Rappresentanti delle categorie (il mondo reale)
24) Fabrizio Alliata di Pietratagliata: il volto dell'aristocrazia agraria. Rappresentava i grandi proprietari.
25) Giovanni Buonasera: voce dei Coltivatori Diretti (quelli piccoli e medi).
26) Giuseppe Cascio Rocca: rappresentante dei combattenti, fondamentale per gestire il malessere dei reduci di guerra.
27) Gino Colaianni: rappresentante dei tecnici dell'industria.
28) Giuseppe Faranda: voce del mondo agricolo messinese.
29) Liborio Giuffrè: medico illustre e presidente del Rotary, rappresentava l'alta società professionale.
30) Pietro Mancuso fu Vincenzo: sindacalista, la voce degli operai dentro la Consulta.
31) Francesco Marino: geometra, esperto di cooperazione (fondamentale per la ricostruzione post-bellica).
32) Alfredo Mauceri: anche lui per i reduci e i combattenti.
33) Carlo Orlando: Presidente Camera di Commercio, la voce dei mercanti e degli imprenditori.
34) Carmelo Patanè: Il volto degli industriali.
35) Giuseppe Romano Battaglia: rappresentante dell'Ordine degli Avvocati.
36) Matteo Scuderi: armatore catanese, portava gli interessi del commercio marittimo.
Gli alti commissari, "governatori" rappresentanti del governo centrale, inviati da Roma in Sicilia in quegli anni turbolenti, prima che i siciliani potessero andare alle urne:
01) Giovanni Salemi: professore e giurista.
02) Francesco Musotto: figura controversa ma centrale nel dialogo col separatismo.
03) Salvatore Aldisio: Il vero "regista", fu lui a convincere lo Stato che dare l'Autonomia alla Sicilia era l'unico modo per non perderla evitando l'indipendenza.
04) Igino Coffari: prefetto e commissario di transizione.
05) Giovanni Selvaggi: l'ultimo alto commissario prima del passaggio dei poteri alla neonata Regione.
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