A Catania "Il genio elegante di Lelio Luttazzi"
- di Pinella Lanza
- 20 apr 2026

Il Centro studi "Laboratorio d’arte" di Catania ha ospitato, con grande successo di pubblico, il convegno dedicato a Lelio Luttazzi, uno dei personaggi più versatili e raffinati del panorama musicale e dello spettacolo italiano. L’evento, nato su iniziativa del giudice e scrittore Santino Mirabella – ideatore e relatore della serata – e voluto fortemente dalla Fondazione Lelio Luttazzi con Rossana Moretti Luttazzi, moglie dell’artista, ne ha ripercorso la storia artistica e umana.
Durante l'incontro si sono alternati sei relatori di alto profilo: Rita Gari Cinquegrana, Giuseppe Lazzaro Danzuso, Nicola Savoca, Mario Spinnicchia, Roberta Hilde Lo Re e Santino Mirabella. Attraverso sei diverse riflessioni, gli ospiti hanno raccontato lo straordinario percorso professionale di Luttazzi.
"Il suo era un talento che non conosceva confini di genere – ha dichiarato Santino Mirabella – capace di attraversare con eleganza e ironia un secolo intero. Come compositore, pianista, attore, regista, scrittore e uomo di radio e televisione, Luttazzi ha coniugato linguaggi diversi con naturalezza, lasciando sulla cultura italiana un’impronta che si avverte ancora oggi".
Molteplici i temi analizzati durante il convegno. Il giornalista e scrittore Giuseppe Lazzaro Danzuso, nel suo intervento "Canto ma non sono stonato", ha offerto un focus sui linguaggi del jazz e dello swing che Luttazzi gestiva con disarmante genialità. Il giornalista Nicola Savoca si è invece soffermato su "L’Italia della radio", analizzando come la celebre rubrica "Hit Parade" abbia cambiato radicalmente il modo di raccontare la musica nel nostro Paese.

L’aspetto tecnico e stilistico è stato trattato da Mario Spinnicchia, pianista e docente al Conservatorio Vincenzo Bellini, che in "Il piano non troppo forte" ha approfondito lo stile unico e il genio pianistico dell'artista. Rita Gari Cinquegrana, docente di Storia dello Spettacolo e presidente del Teatro Stabile di Catania, ha illustrato "L’altro Lelio", analizzando il suo successo nel varietà e nel cinema, ricordando le collaborazioni con registi del calibro di Michelangelo Antonioni per "L’avventura" (1960) e Dino Risi per "L’ombrellone" (1965), film di cui Luttazzi curò anche la colonna sonora.
La scrittrice e studiosa Roberta Hilde Lo Re ha proposto una riflessione dal titolo "L’eleganza della versatilità", evidenziando l’eredità lasciata dall’artista alle generazioni successive. "Lelio ha trovato nella musica e nello swing un’oasi di libertà in un contesto difficile come quello del dopoguerra – ha sottolineato la scrittrice – riuscendo a trasmettere leggerezza e armonia. Attraverso il suo garbo e la sua gentilezza, ci ha insegnato che la delicatezza è la chiave di volta per entrare con rispetto nella vita delle persone".
In chiusura è stato affrontato il capitolo più doloroso dell'esistenza dell'artista attraverso l'intervento "L’illazione". Il giudice Santino Mirabella ha messo in luce i dettagli dell’errore giudiziario, definito un vero "sequestro di Stato", che vide Luttazzi coinvolto ingiustamente per una telefonata fraintesa legata al caso Walter Chiari. Nonostante la scarcerazione dopo 27 giorni di prigionia e il pieno riconoscimento della sua innocenza, l’episodio segnò in modo indelebile la carriera e la vita privata di un artista unico e irripetibile.
©️ Riproduzione riservata







