Acireale, al liceo classico "Gulli e Pennisi" conferenza sullo Statuto della Sicilia

  • di Anna Di Prima
  • 23 mag 2026

Si è tenuto nell’Aula magna del Liceo classico “Gulli e Pennisi” di Acireale un incontro molto proficuo per i giovani studenti, che ha stimolato numerose domande e ha dato vita a un vero e proprio dibattito sull’oggetto principale della giornata: lo Statuto Siciliano e l’autonomia costruita negli anni dalla Regione siciliana. Tale incontro ha dato la possibilità, a tutti e agli studenti in particolare, di confrontarsi con tre personalità che con il loro sapere sono riuscite a dare a quanti intervenuti “giovani studenti, insegnanti e cittadini che erano in aula”, un quadro di quanto accadde in quegli anni del dopo guerra e quanto fatto dopo, fino ai giorni nostri. Il presidente dell’Associazione Filatelica Numismatica Acese Rosario Bottino, ha fatto un focus sulla mostra che è stata allestita nell’androne di piano terra dell’edificio, dove era intervenuto anche il personale di poste italiane per timbrare, o meglio mettere l’effigia di un timbro postale creato per ricordare l’evento su una cartolina stampata a cura dell’Associazione. Attraverso i francobolli e le monete del periodo di transizione dal dopo guerra alla repubblica, sono stati ricordati i momenti salienti. Successivamente il dott. Michelangelo Patanè, Presidente dell'Accademia degli Zelanti e dei Dafnici di Acireale, ha ricordato quanto delicato è stato il momento storico che già vedeva l’insorgere di forze nuove che miravano al separatismo e, nel contrasto che nasceva, quanto vicino eravamo alla rivolta civile. Il Prof. Salvatore Curreri, Ordinario di Diritto Costituzionale presso l’ “Università Kore” di Enna, ha saputo, forte della sua esperienza didattica, creare un clima di attenzione tra gli intervenuti veramente mirabile. Gli stimoli proposti durante l’esposizione dei temi su cui si è incentrata la stesura di quanto fatto dai componenti della Consulta Siciliana, quindi “Statuto Siciliano”, hanno messo in luce quanto lo stesso sia stato applicato e disatteso in altri articoli fino ai giorni nostri. Inoltre ha messo in guardia le nuove generazioni di quanto lavoro ancora è da farsi, per una vera e totale applicazione dello statuto nell’ordinamento delle competenze regionali. Alla conferenza, i ragazzi dell’Istituto hanno risposto con calore esponendo domande di notevole spessore, in particolare si ricorda anche l’intervento dell’ex allievo Sebastiano Calderone che ha esplicato con successo le sue competenze ai giovani in sala in materia Filatelica e Numismatica.

Andando indietro nella storia, tutto fu ufficializzato il 15 maggio 1946, giornata in cui Re Umberto II di Savoia mise il suo sigillo sul neonato Statuto Siciliano; si trattò della legge fondamentale che per la prima volta riconobbe alla Sicilia una forma di autonomia regionale politica e amministrativa all’interno dello Stato italiano. Dopo la Seconda Guerra mondiale si generarono fortissime tensioni sociali ed economiche, inoltre aleggiava fortemente la voglia d’indipendenza dell’Isola rispetto a Roma. La Sicilia disponeva di un vero e proprio Parlamento, nonché l’Assemblea Regionale Siciliana, garantendosi così una certa autonomia in molti settori. Lo Statuto Siciliano rappresentò e rappresenta tutt’oggi una vera e propria innovazione, si tratta infatti del primo statuto autonomistico dell’Italia post bellica contemporanea, che ha influenzato la nascita delle altre regioni a statuto speciale e rappresenta la base giuridica dell’autonomia siciliana odierna.

Durante l’ultima fase dell’incontro, con l’intervento di Giuseppe Lagona, si è posta anche l’attenzione al ruolo delle donne in quest’importante svolta storica per la Sicilia. Anche se poco considerate, “non era stato ancora introdotto il suffragio universale”, sono state proprio loro che andavano a raccogliere i vari umori del popolo siciliano. Andavano per le piazze, presso le officine, nelle campagne, presso gli artigiani, ecc. Furono loro che non raggruppate all’interno di partiti politici hanno potuto cogliere i veri bisogni di una società che cercava riscatto dopo una disastrosa guerra. Il loro contributo fu fondamentale nel clima politico e sociale che portò allo Statuto Siciliano e nel primo periodo dell’autonomia siciliana. Proprio negli anni in cui l’Italia uscì ufficialmente dalla Guerra, le donne acquisirono il diritto di voto e il pieno accesso alla partecipazione politica nazionale. In Sicilia, così come anche in altre regioni, molte figure femminili iniziarono a partecipare ai partiti politici, ai sindacati, ai movimenti contadini e operai, alle associazioni cattoliche e antifasciste. All’interno degli organismi che portarono alla nascita dello Statuto Siciliano, le donne ebbero un ruolo limitato ma presente; in maniera marginale rispetto agli uomini, alcune di queste parteciparono intervenendo nel dibattito pubblico su temi riguardanti il lavoro e i diritti sociali. Quando queste erano presenti in Assemblea trattavano temi legati all’istruzione, alla tutela della famiglia, al lavoro femminile, ai diritti civili e alle condizioni di vita nelle campagne. Dunque il loro contributo si può dire che fu prevalentemente sociale e civile, piuttosto che costituzionale.  Sebbene la presenza femminile nella politica in quegli anni era notevolmente bassa, da quel momento in poi venne lanciato l’incipit per far sì che questa potesse essere maggiormente introdotta nei vari organi politici, rivendicando così pienamente i propri diritti.

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