Giarre, festa grande in onore di Sant'Isidoro Agricola

  • di Umberto Trovato
  • 19 mag 2026

Un tuffo nelle origini del culto di Sant'Isidoro a Giarre, quando il vescovo-conte Michelangelo Bonadies concesse a dei fittavoli dieci tumuli di terra per rendere possibile il salto di qualità dell'ormai inesistente chiesetta di Sant'Agata e Sant'Isidoro, poi duramente danneggiata dal terremoto del 1818. Quest'anno ad aprire i festeggiamenti in onore di Sant'Isidoro agricola, Patrono di Giarre, è stato il corteo storico denominato "Le spighe di Sant'Isidoro". Un serpentone composto da adulti e  giovani della parrocchia "Sant'Isidoro Agricola" e dai ragazzi della scuola media del 2° istituto comprensivo "San Giovanni Bosco", partendo dal Palazzo di Città, ha percorso in abiti risalenti al periodo di ufficializzazione del culto di S. Isidoro a Giarre, via Callipoli, corso Italia, via Bellini, viale libertà, via Rosmini, piazza Ungheria, via Meli e piazza Duomo. Il tema dell'esistenza di un'antica chiesetta che ha preceduto la nascita della Chiesa Madre, è stato il nucleo centrale attorno al quale è ruotato il corteo snodatosi lungo le principali vie del centro di Giarre. Essendo stato questo edificio il primo luogo di culto dedicato alla figura di Sant'Isidoro, ciò ha indotto l'arcipretura guida da mons. Nino Russo ad attribuire nuovamente un valore apicale a tale reminiscenza storica all'interno dei festeggiamenti in onore di Sant'Isidoro. Queste celebrazioni del Santo, perorate dal comitato dei festeggiamenti in onore del Santo e dal suo organizzatore, Gianpaolo Di Martino, hanno raggiunto il culmine, sotto il profilo folkloristico,  con la parata del gruppo "Sicularagonensia" di Randazzo, schieratosi in piazza Duomo in abbinamento ai "Musici sbandieratori Città di Floridia".


Il Pontificale presieduto dal vescovo Antonino Raspanti, allietato dalla corale Polifonica Jonia del maestro Giuseppe Cristaudo e impreziosito dalla presenza dei devoti delle città di Castelmola, Testa dell'acqua e Piedimonte etneo, è stato seguito prima dalla performance del corpo bandistico "San Filippo Neri - Città di Giarre" diretto dal maestro Giuseppe Ricca e poi dalla processione articolatasi lungo le seguenti vie: Callipoli, De Gasperi, piazza Macherione, Lisi, Carlo Alberto, Pirandello, Marconi e piazza Immacolata. Nella predetta piazza si è consumato il rituale della benedizione dei campi. Durante questa tappa, l'arciprete Russo ha invocato Sant'Isidoro affinchè doni alle zone assetate il refrigerio della pioggia, affinché circondi del suo amore i lavoratori della terra, affinché regni la concordia operosa, affinché vi sia l'attenzione da parte sua ai piccoli anziani e sofferenti, affinché non manchi alle famiglia la casa, il pane ed il lavoro e affinché arrivi la sua benedizione nel tempo della semina, della mietitura e del raccolto. I fuochi d'artificio al rientro del fercolo hanno suggellato la solennità della festa, poi sublimata dall'accoglienza del simulacro il giorno dopo nel Santuario di Santa Maria la strada in occasione dell'anno giubilare. L'anno prossimo ricorrerà il bicentenario dalla consacrazione di Giarre a Sant'Isidoro ascrivibile a Papa Leone XII. Trattasi di una ricorrenza storica di fronte alla quale l'arcipretura dovrà farsi trovare pronta. Era infatti il 1927 quando una folla massiccia celebrò il centenario dal conferimento a Sant'Isidoro del titolo di Patrono della città. All'epoca l'arciprete era Tommaso Leonardi.

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