Enzo Parrinello celebra le nozze d'oro con il mondo dello sport attraverso una lettera agli innumerevoli amici
- di Diletta Rizzo
- 21 nov 2025

Questo il testo della lettera inviata agli amici dal Generale di Brigata Enzo Parrinello nella ricorrenza dei suoi 50 anni a servizio dello sport.
Carissimi, da qualche settimana sono trascorsi 50 anni dal mio primo tesseramento come dirigente sportivo. Era l'autunno del 1975, avevo compiuto 17 anni da pochi mesi, ed ero Segretario di una piccola società di pallavolo: credo di poter affermare che lo sport mi ha accompagnato per tutta la vita! Oggi, guardandomi indietro e riavvolgendo un nastro così lungo ed intenso, il mio desiderio è quello di rendere partecipi dei miei sentimenti coloro che sono stati al mio fianco per periodi più o meno lunghi, supportandomi e sopportandomi, in tanti anni di dirigenza sportiva, e che hanno condiviso con me obiettivi, passioni, progetti entusiasmanti, ma anche sconfitte, delusioni e momenti difficili. Tra le mille emozioni che provo in questo momento, dovendo necessariamente trascurare le sfumature emotive e concentrarmi sui sentimenti più potenti, non posso che esprimere prima di ogni altra cosa la mia immensa gratitudine! Per la vita che mi ha dato, e per tutto il bene con cui l’ha riempita, sono riconoscente prima di tutto a nostro Signore. Ho goduto di buona salute, e questo mi ha permesso di dedicarmi agli obiettivi che mi ero prefisso, e di profondere le energie necessarie per raggiungerli, mantenendo ritmi ed impegni che altrimenti non avrei potuto sostenere. In secondo luogo sono grato alla mia famiglia. Dai miei nonni a cui devo tutti i proverbi che, come tante perle di una collana, costituiscono il Sapere antico che viene tramandato di generazione in generazione e che sono stati nella mia vita un sicuro punto di riferimento. Ai miei genitori, che mi hanno dato tutta la serenità ed il supporto necessario per strutturarmi umanamente e professionalmente, fino alla famiglia che ho formato con mia moglie, preziosa e comprensiva compagna, e da cui è nata nostra figlia Emma, oggi autentica ragione della mia vita. Un “grazie” davvero sentito dal profondo del cuore lo devo alla Guardia di Finanza. Ne ho fatto parte per quasi quarant'anni, nel corso dei quali mi sono sempre sentito sostenuto ed apprezzato, ed ho avuto la possibilità ed il privilegio di svolgere un lavoro che mi appassionava, cui ho potuto dedicarmi con entusiasmo e dedizione, senza mai sentire il peso della fatica, neanche nelle giornate più dure. Infine, non posso che essere riconoscente alla meravigliosa famiglia della pallavolo, in cui ho mosso i miei primi passi di dirigente, ed a cui sono tornato ora, per completare un percorso di affetto che si è chiuso come un cerchio perfetto, dandomi peraltro in questi ultimi mesi l’occasione di vivere dal di dentro dei momenti irripetibili, che passeranno alla storia dello sport italiano, e che testimoniano in tanti modi, non solo in termini di risultati, l’unicità del mondo della pallavolo italiana. Ma la mia gratitudine va, in senso più generale, al mondo dello sport, inteso con la “S” maiuscola, con le sue donne ed i suoi uomini. Un mondo che ho attraversato in lungo ed in largo, e grazie al quale ho conosciuto tantissime persone, tutte diverse l’una dall’altra, ma ciascuna capace di lasciare dentro di me un segno, un insegnamento. Ho sempre cercato, anche nella dialettica del confronto tra idee diverse, di imparare, consapevole di sapere sempre troppo poco. Tantissimi mi hanno aiutato a farlo, e questo circuito virtuoso è una delle caratteristiche più belle che il mondo dello sport sa offrire. Ho trascorso gli ultimi 40 anni della mia vita scanditi dai cicli olimpici, immerso nell’attività di alto livello in cui, naturalmente, è decisivo il risultato. Malgrado questo, tuttavia, sin dall’inizio del mio percorso di dirigente non ho mai avuto nessun dubbio sul fatto che lo sport non potesse ridursi ad una mera alternativa tra vittoria e sconfitta. Al contrario, ho sempre pensato che lo sport fosse prima di tutto amicizia, lealtà, rispetto, tenacia, spirito di gruppo, sacrificio, solidarietà, inclusione. Fortunatamente, nel corso di questi lunghi anni, ne ho avuto crescente conferma, ed il rafforzamento di questi valori, che vanno ogni giorno professati e non solo enunciati, ha accresciuto il mio spessore umano ed il mio amore per il mondo in cui ho vissuto. Un pensiero particolare e affettuoso desidero dedicarlo agli atleti. Ho avuto la fortuna di incrociare la strada di centinaia di loro, e ho vissuto tutti i momenti che caratterizzano la loro vita: nell’esaltazione di una vittoria, nello sconforto di un infortunio, nella delusione di una sconfitta, nella voglia di una rivincita. Grazie a loro ho vissuto emozioni meravigliose, ed ho sempre interpretato il mio lavoro da dirigente come il dovere di metterli nelle migliori condizioni possibili per esprimere il proprio potenziale. Infine, negli ultimi anni del mio percorso ho avuto la straordinaria opportunità di vivere delle esperienze uniche a fianco degli Amici di Athletica Vaticana. Nelle tante iniziative condivise abbiamo cercato di dare un senso concreto al concetto di sport come strumento di “fraternità” tanto caro a Papa Francesco e subito rilanciato da Papa Leone. Il ricordo dei visi di rifugiati, detenuti, migranti, disabili, uniti nelle staffette dal dirompente valore simbolico a campioni olimpici e paralimpici, sarà sempre una delle immagini più belle e potenti che serberò nel cuore. Ho vissuto questi 50 anni pienamente, fortunatamente sempre supportato da entusiasmo e passione, che sono stati costantemente alimentati dalla ricchezza di valori e sentimenti di cui il mondo dello sport è intriso. Ho avuto la fortuna ed il privilegio di partecipare attivamente a Giochi Olimpici e Paralimpici, Mondiali, Europei ed eventi di ogni tipo, di aver anche promosso e organizzato iniziative di carattere sociale, scolastico, promozionale e mi sento ancora, con orgoglio, di affermare (malgrado le critiche di qualcuno) che lo sport è uno straordinario strumento per la crescita fisica e morale dei giovani, per la loro educazione, per imparare a superare le difficoltà della vita. E ancora che lo sport è un concreto strumento di benessere che rende il nostro amato Paese migliore. Proprio per questo, mi auguro che le Autorità politiche e sportive sapranno intervenire opportunamente ed efficacemente su alcuni dei temi più delicati e importanti che sono oggi all'ordine del giorno e che necessitano di una riforma per il bene comune come la giustizia sportiva, il sistema elettorale e il conflitto d'interessi. Riformarli insieme credo sia l'unica strada per dare credibilità allo Sport che noi amiamo e consegnare alle future generazioni uno Sport sano e capace di svolgere al meglio il suo ruolo istituzionale.
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