Acireale, Sant’Egidio e Camilliani uniti: la preghiera che allontana il male della guerra

  • di Diletta Rizzo
  • 3 mag 2026

«Chiedete e vi sarà dato... Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pane, gli darà una pietra? O se gli chiede un pesce, gli darà una serpe?». Sono le parole cariche di speranza del Vangelo di Luca quelle che hanno risuonato ieri sera, giovedì 30 aprile, tra le navate della Chiesa di San Camillo in via Galatea. In un’epoca in cui il mondo sembra offrire troppo spesso la "serpe" della distruzione, la comunità acese si è stretta in un momento di spiritualità altissima, rispondendo all’appello profetico dell’attuale Pontefice, Papa Leone XIV.

Il Santo Padre Leone XIV continua a gridare che nei cuori di chi gestisce le sorti delle nazioni, così come in quelli di ogni fedele, deve vigilare solo la pace e la comunione. È questo il vero senso dell'umanità insegnato da Gesù Cristo: una vigilanza costante contro la tentazione della divisione e dell'odio.

La guida di Sant’Egidio e l’unità con i Camilliani.

A guidare questo intenso momento di preghiera è stata la Comunità di Sant’Egidio, con la presenza e la riflessione di Emiliano Abramo, responsabile regionale. È stato lui a tracciare il solco della serata, sviluppando un pensiero profondo che ha toccato il cuore dei presenti: la guerra non è solo una tragica fatalità, ma è il "male" assoluto che deturpa il volto dei fratelli.

Sotto la sua guida, la preghiera è diventata un atto di consapevolezza. Se un figlio sa di poter chiedere con fiducia al Padre, allora noi dobbiamo avere il coraggio di chiedere e costruire la pace ogni giorno. In questa missione, Sant'Egidio ha camminato fianco a fianco con la Comunità dei Camilliani di Acireale, rappresentata dal responsabile Don Dario Malizia, in un segno di sinergia che ha coinvolto l'intera Diocesi.

 

Un fronte comune contro il male della divisione.

L'importanza dell'evento è stata testimoniata dalla partecipazione dei responsabili della Comunità di Sant’Egidio locali e provinciali: Walter Ceroni per Catania, Angelo Russo per la comunità di Acireale e Don Orazio Caputo, assistente spirituale di Sant’Egidio.

Tutti uniti per ribadire un concetto semplice ma rivoluzionario: Acireale è una cittadina di pace. Una comunità che prega perché crede fermamente che la guerra sia un male terribile e contrario al piano di Dio.

La serata si è conclusa con un mandato silenzioso ma chiaro per tutti i partecipanti: portare fuori dalle mura della chiesa quella luce di comunione. Allontanare la bruttezza della divisione significa vigilare, come esorta Papa Leone XIV, affinché il senso della Pace non sia solo una parola, ma l'impegno quotidiano che ci unisce.

Acireale ha parlato, ha pregato e ha scelto: contro il male della guerra, la risposta è la forza mite ma invincibile della preghiera comune.

 

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