28ª Domenica del Tempo ordinario «Lasciarsi amare: il regalo più difficile da accettare»

  • di Orazio Caputo
  • 11 ott 2026

Quante volte facciamo fatica a ricevere un dono senza sentire il bisogno di contraccambiare? Nel Vangelo di questa domenica, Gesù ci racconta la parabola del banchetto di nozze a cui gli invitati rifiutano di andare per dedicarsi ai propri affari, ai propri campi, alle proprie occupazioni.

 

Sembra un paradosso: come si fa a rifiutare una festa, un invito alla gioia? Eppure, è la sintesi di ciò che spesso viviamo nel nostro rapporto con Dio.

 

Ecco i punti chiave su cui riflettere in questa domenica:

 

  • Il dramma del rifiuto della Grazia

Dio ci offre la Sua Grazia — una parola che condivide la radice con gratis. Dio non ci chiede nulla in cambio, ma il nostro orgoglio spesso ci blocca. Preferiamo meritarci le cose piuttosto che accettare di essere amati gratuitamente.

 

  • L'imbarazzo di lasciarsi amare

Accettare un regalo immenso significa riconoscere di non avere nulla da dare in cambio. Come Pietro che diceva a Gesù «Tu non mi laverai mai i piedi», anche noi a volte erigiamo muri di sospetto e di resistenza di fronte alla tenerezza sviscerata di Dio.

 

  • L'abito nuziale: spogliarsi della tristezza

Ai tempi di Gesù, l'abito da sposa veniva regalato dal padrone di casa agli invitati. Entrare senza l'abito nuziale non significa essere poveri, ma rifiutare il dono dell'ospite. Dio non ci chiede di essere perfetti per entrare alla Sua festa, ma ci chiede di indossare la veste della fiducia e di spogliarci dell'abito della tristezza e del sospetto.

 

  • Dio è solo amore, non pretesa

Dio non ci fa un terzo grado, non seleziona i "giusti": invita tutti alle crocevie delle strade, buoni e cattivi. Questa domenica è l'occasione giusta per cedere alla Sua bontà e lasciarci abbracciare senza riserve.

 

Oggi, siamo disposti a mettere da parte l'orgoglio e il bisogno di meritare ogni cosa, per lasciarsi semplicemente amare da Dio e accogliere la Sua grazia gratuita?

 

 

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