L’utopia disarmata di Francesco d’Assisi: un’eredità urgente per il nostro tempo
- di Orazio Caputo
- 27 ott 2026

ASSISI – Non un’icona del passato da edulcorare, né una figura da tirare per la giacca a seconda delle convenienze del momento. San Francesco d'Assisi rappresenta oggi una provocazione viva e un’urgenza profonda per il mondo contemporaneo. È questo il filo conduttore dell’intenso incontro svoltosi ieri ad Assisi, che ha visto confrontarsi, nell'ambito del Forum di Assisi promosso dalla Comunità di Sant'Egidio, il Cardinale Matteo Zuppi, Arcivescovo di Bologna e Presidente della CEI, il giornalista e scrittore Aldo Cazzullo e il Vescovo di Assisi, Mons. Felice Accrocca.
Ad ascoltarli e a condividere questo momento di riflessione e preghiera, una platea numerosa ed eterogenea, all’interno della quale risaltava la presenza calorosa e partecipe delle comunità giunte da Catania e Acireale, testimonianza di un legame spirituale e operativo che attraverso l'esperienza francescana unisce l'Italia intera.

Ad aprire l'orizzonte critico dell'incontro è stato il Vescovo della diocesi assisiate, Mons. Felice Accrocca. Profondo studioso ed esperto riconosciuto delle fonti e degli scritti francescani ha richiamato l'attenzione sull'importanza di accostarsi al Poverello attraverso il rigore della storia e dei testi autentici. Evitando le attualizzazioni arbitrarie o le letture parziali stratificatesi nei secoli, Mons. Accrocca ha evidenziato come proprio dal confronto autentico con la vita di Francesco – segnata anche dal passaggio attraverso la fragilità personale e la malattia dopo le prime esperienze belliche – emerga il ritratto di un uomo che ha saputo rivoluzionare il rapporto con il creato e con gli altri uomini a partire da un'esperienza interiore profonda.
Nel suo intervento, il Cardinale Matteo Zuppi ha focalizzato l'attenzione sulla portata profetica e concreta della pace francescana. Rileggendo celebri episodi biografici, tra cui il celebre incontro con il lupo di Gubbio e il dialogo con il Sultano ad Damietta durante le Crociate, Zuppi ha ricordato come la pace per Francesco non fosse mai un’idea vaga o un compromesso passivo, ma un'azione che parte dal contrastare le radici dell'inimicizia.
«Solo chi è disarmato può essere davvero disarmante», ha sottolineato il Cardinale, evidenziando l’attualità di uno stile basato sulla "cortesia", sull'ascolto senza pregiudizi e sul coraggio di chiamare "fratello" anche colui che viene percepito come avversario. La diplomazia di Francesco – ha spiegato Zuppi – risiede nella capacità di disinnescare la paura e di ricostruire le relazioni partendo dal cuore dell'uomo e dal risanamento delle ferite sociali.
Da parte sua, Aldo Cazzullo ha offerto una lettura appassionata del messaggio francescano calato nelle sfide dell'epoca contemporanea. Dalla difesa della dignità del lavoro contro lo sfruttamento e l'iniquità economica, fino al rifiuto del denaro inteso come idolatria, Francesco appare come il precursore di un'economia civile e a misura d'uomo.
Cazzullo ha sottolineato come, di fronte alle minacce del cambiamento climatico, alle derive dell'intelligenza artificiale non governata e ai pericoli di un mondo "post-umano", l'umanesimo di San Francesco rappresenti l'unico vero baluardo: «L'idea che ogni individuo possieda una dignità inalienabile e che davanti a Dio siamo tutti uguali è l'antidoto fondamentale contro ogni forma di sopraffazione e nazionalismo».
L'incontro si è concluso con l'auspicio condiviso che lo "spirito di Assisi" continui a guidare le scelte quotidiane di ciascuno, ricordando che la vera pace si costruisce giorno per giorno con piccoli gesti di gentilezza, accoglienza e ascolto reciproco.

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