Assisi, il "cantiere della pace" entra nel vivo: la forza di una pace disarmante al convegno di Sant’Egidio
- di Orazio Caputo
- 26 ott 2026

ASSISI – Entra nel vivo ad Assisi la seconda, intensa giornata del convegno internazionale promosso dalla Comunità di Sant’Egidio. Dopo la solenne assemblea inaugurale, la città di San Francesco si riconferma laboratorio globale di dialogo interreligioso e cooperazione, articolando il tema della “Pace disarmata e disarmante” in una fitta rete di tavole rotonde e confronti multidisciplinari dislocati nei vari luoghi simbolo della città.
Un programma denso che spazia dalla diplomazia spirituale al disarmo nucleare, dalla responsabilità ecologica al rapporto con l'intelligenza artificiale e le nuove tecnologie.
I nodi del mattino: dal dramma nucleare ai giovani per il futuro
La mattinata ha visto al centro argomenti di stringente attualità geopolitica ed etica:
- Riparare il mondo e solidarietà globale: Alla Sala Stampa del Colle del Paradiso, il Forum 5 ("Mending the World Together"), presieduto da monsignor Ambrogio Spreafico, ha riunito voci illustri del mondo religioso e scientifico – tra cui Jawad Al-Khoei, il Gran Rabbino di Monaco Shmuel Aharon Brodman e Sania Nishtar (CEO di Gavi - The Vaccine Alliance) – per tracciare una risposta comune alle ferite e alle disuguaglianze del pianeta.
- Disarmo atomico: Uno dei momenti più toccanti si è tenuto nel Refettorio della Basilica di Santa Maria degli Angeli nel Forum 6 ("Nucleare tra disarmo e proliferazione"), guidato da Andrea Bartoli. Qui la testimonianza diretta di Katsuko Tanaka, sopravvissuta ad Hiroshima (Hibakusha), si è intrecciata agli apporti di esperti come Paolo Cotta-Ramusino (Unione Italiana Scienziati per il Disarmo) e dell'Arcivescovo di Nagasaki, Peter Michiaki Nakamura, richiamando l'urgenza etica e politica della riduzione degli armamenti.
- La preghiera come protezione: All'Hotel Cenacolo, il Forum 7 ("La preghiera protegge il mondo"), presieduto da padre Matteo Ferrari, ha visto dialogare il Vescovo cattolico di Kiev-Zhytomyr, Vitalii Kryvitskiy, con esponenti copto-ortodossi, ebraici ed evangelici sul valore e l'efficacia dell'orazione in tempi di lacerazione geopolitica.
- L'impegno delle nuove generazioni: Presso la Casa Leonori, il Forum Giovani 8 ("Un mondo da cambiare"), introdotto da Alex Moscetta, ha dato voce ai "Giovani per la Pace" arrivati da Italia, Giappone, Argentina e Malawi. Insieme al fisico Antonello Pasini si è discusso di emergenza climatica, responsabilità della custodia del creato e protagonismo giovanile nella costruzione del futuro.
Pomeriggio: francescanesimo, etica e tecnologia
I lavori proseguono nel pomeriggio focalizzandosi sull'eredità spirituale e sulle sfide dell'innovazione:
- San Francesco e la pace: Presso la Domus Pacis (ore 17:00), il Forum 9 approfondisce la figura del Poverello di Assisi con gli interventi del Cardinale Matteo Zuppi, del Vescovo di Assisi Felice Accrocca e del giornalista e scrittore Aldo Cazzullo.
- L'umanità nell'era tecnologica: Presso l'Auditorium di Domus Pacis (ore 16:00), il Forum 10 presieduto da monsignor Vincenzo Paglia affronta l'impatto delle nuove tecnologie sulla società, ponendo l'accento sul primato della persona e dell'etica.
La vastità degli argomenti affrontati in questa seconda giornata dimostra come il cammino verso la pace richieda uno sguardo d'insieme: dall'ascolto delle vittime dei conflitti alla responsabilità per il pianeta, fino al governo consapevole dell'innovazione. Assisi, sotto l'impulso della Comunità di Sant’Egidio, si conferma ancora una volta lo spazio ideale per abbattere muri e tracciare prospettive di speranza condivisa.
©️ Riproduzione riservata







