Etna, Fontanarossa. l'on. Adorno (M5S): "La vera emergenza non è l'Etna ma l'improvvisazione di SAC e della Regione Siciliana"

  • di Diletta Rizzo
  • 12 ago 2026

«L’Etna non è una sorpresa. È un vulcano attivo, monitorato ogni giorno, e le sue eruzioni con emissione di cenere rappresentano un fenomeno che la Sicilia conosce da sempre. Quello che invece continua a sembrare imprevedibile è la capacità di chi governa e gestisce il sistema aeroportuale di farsi trovare preparato».

Lo dichiara la deputata regionale del Movimento 5 Stelle Lidia Adorno, intervenendo sulla nuova emergenza che sta mettendo in ginocchio l’aeroporto di Catania Fontanarossa, con la sospensione dei voli determinata dalla presenza di cenere vulcanica e pesantissime ripercussioni su passeggeri, lavoratori, imprese e turismo.

Le attività di volo sono state nuovamente sospese nelle ultime ore a causa della nube di cenere dell’Etna, con disagi che coinvolgono oltre centomila viaggiatori.

«È evidente – prosegue Adorno – che la sicurezza viene prima di tutto e nessuno può pretendere che un aereo decolli in condizioni di rischio. Ma proprio perché la cenere vulcanica è un rischio noto e ricorrente, la domanda politica è un’altra: perché ogni volta ci troviamo a gestire un’emergenza anziché applicare un piano strutturale di prevenzione e continuità dei collegamenti?».

«Il rischio che l’attività vulcanica interferisca con l’operatività di Fontanarossa è assolutamente prevedibile".

«Quello che manca – denuncia la deputata – è una vera strategia del sistema aeroportuale siciliano. Non basta chiudere, riaprire, dirottare voli e comunicare ai passeggeri di verificare lo stato del proprio volo. Serve un piano preventivo, condiviso e verificabile, che stabilisca cosa accade quando Fontanarossa entra in difficoltà: come si redistribuiscono rapidamente i voli sugli altri scali siciliani, come si garantiscono i collegamenti terrestri, come si assistono i passeggeri, quali risorse vengono attivate e chi deve assumersi la responsabilità del coordinamento».

«E soprattutto – continua Adorno – bisogna chiedersi se SAC, Regione Siciliana e Stato abbiano fatto tutto ciò che era possibile fare negli anni per ridurre l'impatto di un fenomeno che si ripropone ciclicamente. Non è accettabile che ogni estate, nel momento di massimo afflusso turistico, la Sicilia rischi di trasformarsi in un’isola quasi irraggiungibile per migliaia di persone».

«La Regione Siciliana – aggiunge – non può limitarsi a commentare i disagi quando si verificano. Deve pretendere da SAC e dagli organismi competenti un piano serio di emergenza e continuità dei trasporti. Il Governo regionale deve fare la sua parte, perché Fontanarossa non è un aeroporto qualsiasi: è un’infrastruttura strategica per la mobilità della Sicilia e per l’economia dell’intero Mezzogiorno».

«Tra l’altro – sottolinea Adorno – proprio nel gennaio di quest’anno ENAC e SAC hanno sottoscritto il nuovo Contratto di Programma 2024-2027, che riguarda anche la pianificazione degli investimenti infrastrutturali e i livelli di sicurezza e di efficienza dello scalo. È quindi legittimo chiedere quali investimenti e quali misure concrete siano stati programmati per rispondere al rischio vulcanico, ormai strutturale?"

«Ai cittadini siciliani che stanno perdendo voli, appuntamenti, giornate di lavoro e denaro e ai turisti che rischiano di associare la Sicilia al caos dei trasporti diciamo una cosa semplice: non è l’Etna il problema, ma la classe dirigente che amministra la nostra regione e gestisce il nostro aeroporto".

"Il problema è quando - continua la deputata pentastellata - un rischio conosciuto diventa ogni volta un’emergenza senza una risposta adeguata. La Sicilia non può permettersi di essere ostaggio di improvvisazione".

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