Catania, presentato "Solo i morti risorgono", libro di Adelaide Barbagallo e padre Salvo Bucolo
- di Paola Maria Failla
- 24 nov 2025

Nella Chiesa dei Santi Elisabetta e Zaccaria non si è semplicemente presentato un libro: è accaduto qualcosa. C’è stato un movimento silenzioso dei cuori, un respiro più profondo che ha attraversato chi era presente. La voce di mons. Vincenzo Branchina ha aperto l’incontro come una fenditura di luce: “Cristo spiega l’uomo all’uomo. Il mistero dell’uomo… il più grande. E solo i morti risorgono". Parole che non sono rimaste sospese, ma hanno scavato dentro come un invito a guardarsi con sincerità.
Il senso stesso del libro di Adelaide Barbagallo e padre Salvo Bucolo, dal titolo "Solo i morti risorgono", nasce da qui: dalla certezza che Dio non cerca persone perfette, ma cuori veri; non chiede maschere, ma disponibilità; non pretende lucidità costante, ma coraggio di lasciarsi guardare così come si è. Le storie raccolte nel volume non sono semplici testimonianze: sono ferite che parlano, sentieri interrotti che hanno trovato un nuovo inizio, luci che hanno rischiarato notti lunghissime.
Nella prefazione, l'arcivescovo, mons. Luigi Renna descrive il libro come “un metodo di meditazione e preghiera che unisce vita e spiritualità”. È qui la sua forza: non fa finta che il dolore non esista, ma lo attraversa; non offre una fede di cartapesta, ma una fede fatta di mani che tremano e di ginocchia che si rialzano. Ogni pagina sembra sussurrare: Dio può far rivivere anche ciò che in te sembra ormai arido. Molte persone, leggendo, si sentiranno raccontate. Una frase che scuote, come un richiamo a svegliarsi dal torpore dell’anima: “Spesso ci consideriamo ormai morti nella nostra vita. In realtà non siamo morti, ma dormiamo. Siamo come dei morti viventi, degli zombie: non viviamo la nostra vita, ma sopravviviamo, e siamo fortemente assopiti. Abbiamo bisogno allora di qualcuno che ci scuota per ricordarci che siamo vivi".
È una descrizione potente della condizione di molti giovani oggi: non morti, ma addormentati; non finiti, ma stanchi; non disperati, ma disorientati. Il libro porta proprio questa scossa: non una scossa violenta, ma una scossa d’amore, quella voce dolce e forte insieme che Dio usa quando si avvicina al cuore dell’uomo e gli dice: “Non sei finito. Non sei perso. Sei solo addormentato… e Io sono qui per svegliarti”. Tra le pagine risuona anche un altro tema luminoso: quello dell’“ambizione santa”. Non l’ambizione egoistica che consuma, ma il desiderio profondo di diventare ciò che Dio ha sognato. Il libro pone al lettore una domanda che non lascia indifferenti: credi davvero che Dio sia meno generoso nei tuoi confronti? Una domanda che spinge a rialzare il capo, a riconoscere che la vita non è un destino subìto, ma un cammino che può riscattarsi. Una testimonianza, tra le tante meravigliose, incarna questo risveglio. È la storia di una madre che, pur attraversando il dolore più grande, ha imparato a “mettere le ali agli occhi". Non per scappare, ma per guardare le cose dall’alto, dall’altezza della speranza. È lo sguardo dei risorti: non ignora ciò che fa male, ma non ne diventa prigioniero.Una spiritualità dello sguardo alto, capace di trovare vie nuove anche quando la terra sembra franare sotto i piedi. Il suo desiderio di vedere da un’altra prospettiva, di sognare un futuro migliore per le sue figlie e per chi vive fragilità, raccoglie il senso più profondo del libro: non rimanere prigionieri di ciò che fa male, ma scoprire un modo nuovo di attraversarlo.
Nella parte finale, padre Salvo consegna un’immagine: quella del navigatore. Quando sbagli strada, la voce non si arrabbia, non giudica, non cancella il viaggio: ricalcola. Così fa Dio. Non importa quanti volte ci perdiamo: la Sua voce resta salda e dice solo: “Ripartiamo”.
La serata si è chiusa in un clima di stupore grato. Gratitudine non solo verso gli autori, ma verso le storie di vita che hanno avuto il coraggio di offrirsi e verso un Dio che continua a operare nella trama fragile dell’esistenza . Non un semplice applauso, ma la consapevolezza che quel libro porta dentro una chiamata: risvegliarsi. Tornare vivi. Lasciarsi risorgere da Colui che entra nelle crepe più profonde dell’esistenza e vi accende una luce che nessuno potrà più spegnere.
Perché, alla fine, questo libro ricorda una verità essenziale: anche quando ci sentiamo morti, per Dio siamo solo addormentati. E ogni risveglio è già una piccola resurrezione. Concludo con una frase che ha toccato il cuore: “Dio è più generoso e fantasioso per te, più di quanto tu possa immaginare.” "Solo i morti risorgono" è disponibile nelle librerie del circuito San Paolo.
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