Acireale "saluta" Ciro Femiano, icona del calcio granata

  • di Enrico Di Maria
  • 8 lug 2026

Stamattina, Cattedrale di Acireale gremita per l’ultimo abbraccio a Ciro Femiano, venuto a mancare lo scorso 5 luglio: ex calciatori, dirigenti, tifosi, familiari e gli atleti della scuola calcio Stella Nascente, schierati in silenzio per rendergli omaggio durante il funerale celebrato da don Giuseppe Pavone. Arrivato ad Acireale nei primi anni Settanta, Femiano vestì la maglia granata dal 1972 al 1975, attaccante generoso, forte nel gioco aereo, collezionò 82 reti, risultando per due stagioni consecutive il miglior marcatore della squadra. La carriera da calciatore si concluse a soli 26 anni, acquistato dall’Avellino, decide di restare ad Acireale vicino a Marinella sua futura sposa e di costruire qui la propria famiglia. Femiano rimane però nel mondo del pallone come allenatore e dirigente, diventando un punto di riferimento per diverse società siciliane e campane. Aveva un talento naturale nel riconoscere i giocatori giusti e nel costruire gruppi solidi. Tra gli episodi più significativi della sua carriera dirigenziale spicca il rapporto con Luciano Moggi, insieme al quale capitava di recarsi personalmente nella residenza napoletana di Diego Armando Maradona per accompagnarlo al campo di allenamento, intrattenendosi insieme in momenti che oggi appartengono alla memoria più preziosa del calcio italiano. Non era un evento per tutti: ma solo per chi godeva di fiducia assoluta.

Straordinare poi, le esperienze di collaborazione professionale con Giorgio Perinetti, insieme al quale Femiano ha operato storicamente come braccio destro e fidato collaboratore del noto direttore sportivo. Contributo determinante di Femiano nelle storiche promozioni dell’Acireale, dall’Interregionale alla Serie C2 e, poi, alla Serie C1, molte delle scelte tecniche e delle intuizioni che hanno costruito quelle rose portano la sua impronta. Circa ventanni fa, arrivò l’avventura manageriale nella sua terra adottiva, insieme ai figli Fabio e Alfredo, fondò la scuola calcio Stella Nascente a Santa Maria la Stella. Diventata una delle realtà giovanili più importanti del territorio, poche settimane fa ha conquistato il titolo di campione d’Italia CSI con due categorie di giovanissimi calciatori: un successo che può definirsi come l’ultimo regalo di Femiano alla sua comunità. Femiano lascia la moglie Marinella, i figli Simona, Fabio e Alfredo e i nipoti Anita, Gabriele e Andrea. Fabio e Alfredo hanno seguito le sue orme diventando calciatori professionisti: Alfredo conquistò una storica promozione in Serie A con il Como, mentre Fabio condivise con il padre l’esperienza con la maglia dell’Acireale e persino la stessa data di compleanno. Sono state proprio le loro parole, al termine del funerale, a commuovere l’intera Cattedrale: un saluto intimo, ma condiviso con una comunità che li ha sempre considerati parte della propria storia. L’applauso finale della Cattedrale gremita e lo straordinario contorno dei tantissimi ragazzi della Stella Nascente schierati in parata, hanno concluso la sentita funzione religiosa: il calcio acese perde un protagonista, ma non perde ciò che lui ha lasciato.

***Un ricordo personale del cronista

Ricordo la sua premura nel chiedere degli altri. Ciro era il cugino di mio padre: quel “Wee Francè, come sta mamma?” era un gesto di attenzione autenticq, perché prima di tutto, Ciro era un signore.

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