Da Nicolosi a Valverde, quando la fede si mette in cammino
- di Paola Maria Failla
- 6 set 2026

C'è un silenzio particolare che avvolge i paesi etnei prima dell'alba. Non è un semplice vuoto, ma una quiete carica di attesa che profuma di preghiera. È in questa atmosfera che, anche quest’anno l'ultima domenica di agosto, si è rinnovato ancora una volta quel filo invisibile che lega intimamente la comunità di Nicolosi al Santuario di Valverde. Un cammino di fede ostinato e bellissimo che ignora del tutto i confini territoriali e che, passo dopo passo, unisce l'Arcidiocesi di Catania alla Chiesa acese in un vero e proprio gemellaggio dell'anima. Il legame specifico tra i cittadini di Nicolosi e la Madonna di Valverde nasce da un voto filiale e secolare. In cerca di protezione per le proprie vite e le proprie abitazioni a causa di diverse eruzioni dell’Etna, i nicolositi strinsero un patto di devozione con la Madonna di Valverde. Da secoli, questo voto di affidamento e ringraziamento viene sciolto annualmente attraverso lo sforzo fisico del cammino, e rinnovato dimostrando un attaccamento fortissimo che prescinde dal tempo. Ed è proprio questa devozione viscerale a spingere ogni anno i nicolositi a mettersi in viaggio nel buio. La strada che da Nicolosi conduce a Valverde attraversa l’hinterland etneo e, nelle prime ore del mattino, assume un volto diverso da quello quotidiano. Si sviluppa per circa 13 chilometri ed attraversa i centri storici di Pedara, Trecastagni, Viagrande ed Aci Bonaccorsi, prima dell’arrivo a Valverde. Un itinerario che nel corso degli anni è diventato familiare a generazioni di pellegrini. Tutto è iniziato nel cuore della notte. Erano appena scoccate le quattro del mattino di Domenica 30 agosto, quando un fiume di persone si è messo in marcia da Nicolosi, lasciandosi alle spalle la "porta dell'Etna" per scendere verso le colline di Valverde. Tre ore e mezza di cammino a piedi, accompagnate dall'aria calda di fine estate, dai rosari e canti perché il pellegrino non percorre semplicemente una distanza: porta con sé intenzioni, preghiere, fatiche, ringraziamenti e domande. Intorno alle sette e mezza, con le primissime luci del sole che iniziavano ad illuminare la giornata, l'arrivo dei pellegrini ha trasformato la stanchezza fisica in commozione. Ad attendere i pellegrini Nicolositi, la comunità valverdese ed è anche questo uno degli aspetti più belli della tradizione: non soltanto una comunità che parte, ma un’altra che aspetta. L’incontro all’ingresso del paese ha così assunto il significato di un abbraccio tra comunità. Presenti i rispettivi parroci P. Rodrigues Xavier Leandro O.A.D. e Padre Alfio Bonanno ed i sindaci, Domenico Caggegi e Angelo Pulvirenti, insieme ai Gonfaloni, a rendere visibile anche sul piano civile ed istituzionale una relazione che nasce però molto più in profondità, dalla devozione condivisa e dalla storia religiosa del territorio. Il Santuario di Valverde, del resto, è da secoli un punto di riferimento per la devozione mariana siciliana. Una storia di devozione mariana, certo, ma anche di appartenenza, di memoria e di comunità. Perché le tradizioni religiose più vive non sono quelle che semplicemente resistono al tempo. Sono quelle che il tempo riesce ancora a riempire di significato. Di fronte all'icona acheropita della Vergine la stanchezza svanisce, lasciando spazio ad un'unica grande famiglia che sa ancora sfidare le tenebre della notte pur di andare a cercare, tutti insieme, la luce del mattino.

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