Roma, "60 under 30": tra i protagonisti l'acese Danilo Sorbello
- di Diletta Rizzo
- 12 ott 2026

Anche l’acese Danilo Sorbello tra i protagonisti della quarta edizione di “60 under 30”, evento che si è tenuto nella sede dell’Università “Link” di Roma per premiare i giovani protagonisti della politica italiana, organizzato dall’associazione “La Giovane Roma” e dal progetto editoriale “Politica”, del quale è media partner il settimanale “L’Espresso”. Danilo Sorbello, classe 1997, partito da Acireale giovassimo, è collaboratore parlamentare alla Camera dei Deputati e si è distinto per avere svolto un’intensa attività legislativa e comunicazione politica. Inoltre, è membro del consiglio direttivo dell’associazione “Stella”, in prima linea contro la violenza di genere. “E’ un onore per me essere qui – ha dichiarato in avvio del suo intervento Danilo Sorbello – perché in genere mi occupo di comunicazione, delle parole degli altri, ma oggi userò le mie. E partirei da due considerazioni. La prima è un’esperienza diretta, personale. Oggi, quando tra coetanei si parla di temi quali le serie televisive, lo sport, il cinema è tutto assolutamente nella norma. Quando si menziona la politica, molto spesso, invece, apriti cielo: sembra che si stia discutendo di qualcosa che va al di fuori del mondo, qualcosa che appartiene ad un altro universo. Ed allora io, molto spesso, mi chiedo perché accada tutto ciò. Noi siamo giovani, siamo fatti per costruirci da soli, portiamo avanti le battaglie giorno dopo giorno. E a 30 anni non credo che possiamo essere considerati solo ed esclusivamente come il futuro".

"Io credo – ha aggiunto Danilo Sorbello - che a 30 anni noi siamo il presente, perché lavoriamo, paghiamo tasse e contributi, costruiamo le nostre competenze, le nostre carriere professionali, le nostre famiglie. E, allora, nel tentativo di riportare la politica al centro del dibattito, vorrei concludere il mio intervento con due appelli. Il primo è alla politica ed ai suoi protagonisti, molti dei quali oggi sono qui presenti: non considerateci soltanto come chi deve ancora arrivare; noi ci siamo, siamo già qui, insieme con voi. Potete fidarvi. Il secondo appello vorrei rivolgerlo agli amici di ognuno di noi e, in particolar modo, a tutti quelli che sentono la politica come una cosa lontana, distante. A loro tutti direi: “parliamone”; semplicemente “parliamone”, perché la politica non chiede ai cittadini, a noi giovani, a noi ragazzi di essere statisti. La politica può essere più semplice, lasciamoli perdere per un momento i massimi sistemi, i dati numerici, le cifre, le percentuali. Politica è ciò che giorno dopo giorno viviamo. Ad esempio, quando andiamo a fare la spesa; chiediamoci quanto cosa quella spesa, quando prenotiamo l’ultima visita medica. Perché in fondo, io credo, che il primo passaggio per riportare la politica al centro del dibattito, soprattutto al centro del dibattito giovanile, possa essere quello di razionalizzare che la politica non è così distante come immaginiamo”.

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